giovedì 16 dicembre 2021

Ordine Zafferano

care/i, questo il link per l'ordine di zafferano.



 ZA Zafferano d’Abruzzo - La nostra storia 


 Estate 2017. A Ortona dei Marsi, in provincia dell’Aquila, seduti sul sagrato della chiesa di san Giovanni Battista, nella piazza principale del paese, tre amici partoriscono un’insolita idea. “Avete visto quante terre incolte e abbandonate ci sono qui a Ortona? Magari potremmo chiedere ai proprietari se possiamo utilizzarle” “Ma chissà chi sono. Bisognerebbe consultare il catasto, chiedere in Comune” “Io mi ricordo che mio nonno andava verso Santa Maria, alcune volte portava anche me, ma ero piccola e adesso non so di preciso quale possa essere la terra che lui coltivava” Tra la fine di settembre e il mese di ottobre nel paese c'è un viavai di trattori e vecchie auto cariche di cassette di mele; cerine, deliziose, annurche, ce ne sono di tanti tipi, tutte buonissime. Tutti mangiano mele buonissime qui! “Sapete che anticamente, nella zona intorno al Fucino, quando ancora era un lago e non una grande pianura coltivata a patate, c'era anche la vite?” “Sì, sì, anche qui a Ortona c'è una località che chiamiamo “sopra le vigne”; la mia famiglia ha un meleto proprio lassù, che guarda il paese, andando per la strada che arriva a Fonte Giusta. Di solito tra settembre e ottobre cogliamo le nostre mele. Domani vogliamo andarlo a vedere?”. Le mele e il miele (insieme all'orso bruno marsicano) sono prodotti tipici di questa zona d'Italia (l'orso non è propriamente un prodotto, ma è molto tipico). Nella Valle del Giovenco, un fiume che scorre dal Monte Pietra Gentile fino giù al Fucino, in Marsica, nel Parco Nazionale d'Abruzzo oltre alle mele si coltiva anche lo zafferano: ci sono produttori anche nei paesi vicini, Pescina, Ortucchio, Aielli. Pochi chilometri più a nord, andando verso L'Aquila troviamo poi l'altopiano di Navelli, con la sua DOP, una delle tre presenti in Italia. Ecco l'insolita idea: a Ortona dei Marsi non c'è più nessuno che coltivi lo zafferano, facciamolo noi! Samuela, Rita e Paolo. Tre amici con origini ortonesi (i nostri tre padri sono tutti nati qui) che fino ad oggi avevano vissuto il paese solo come meta estiva, come luogo dove venire a riposare, respirare aria buona e stare soprattutto tra amici. “Potremmo dedicare parte del nostro tempo estivo per provare a coltivare lo zafferano. Il meleto “sopra le vigne” ha una zona abbastanza grande e potremmo fare il nostro campo sperimentale lì” Così è stato, l’estate successiva. Siamo partiti da pali, mazzette, reti elettrosaldate per limitare gli attacchi dei cinghiali, vanghe, zappe e picconi, motozappe e consigli dei vicini ortonesi che di coltivazione ne capiscono molto più di noi, voglia di mettersi in gioco, fatica, sudore, braccia indolenzite, braccia di amici venuti da lontano per aiutarci ad approcciare questa nuova dimensione campestre, divertimento e una buona dose di leggerezza. La nostra idea è nata semplicemente da quello che avevamo di fronte ai nostri occhi, ascoltando le storie delle tradizioni delle colture del nostro paese di origine, ricordando il fermento della vita di montagna all'epoca della nostra infanzia. Ai primi di ottobre del 2018 i fiori, meraviglia viola della natura, sono sbocciati e abbiamo iniziato a mettere da parte i primi grammi di stimmi, i preziosi pistilli rossi che in numero di tre – tre, come noi- compaiono all'interno di ogni fiore. Quegli stimmi che una volta messi in acqua sprigionano la crocina e colorano e insaporiscono i nostri piatti. I fiori che da un po’ di anni colorano questa nostra avventura. Dal 2018 a oggi siamo riusciti a costruire uno zafferaneto più grande e ad ampliare la coltivazione. Insieme ad altri piccoli produttori della zona abbiamo costituito una associazione, Lo zafferano della Marsica orientale, e vorremmo diventare una nuova realtà produttiva dell’Abruzzo. Noi ce la stiamo mettendo tutta e chissà tra qualche anno cosa potremo aggiungere alla nostra storia.

Nessun commento:

Posta un commento